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Momenti difficili
Ci governa il putridume politico, che per rimanere a galla vuol mobilitare i suoi seguaci, farli scendere in piazza. Non pensa alle conseguenze. Non pensa che gli altri possano reagire. Non pensa che l'odio, portato alle conseguenze estreme, possa accendere la miccia della rivolta. Non si è né celti, né franchi, ma italiani, orgogliosi d'esserlo, stanchi però di vivere in una condizione perenne di vergogna. E tutto questo per un napoleone in sedicesimo, che è lì non per fare il bene dell'Italia. Chi lo segue, sia politico o no, non ha dignità culturale. Sta succedendo come con Mussolini: riuscì a illudere anche i più umili. Con le conseguenze che la storia non cancella. Sono momenti delicati, difficili. Un tempo si sarebbe detto: occorre vigilanza democratica.
Il Paese dei disastri annunciati
Si va da un disastro annunciato all'altro, in Italia. E' figlio, questo dramma endemico, della mancanza di rispetto per l'ambiente. Di un concetto falso di sviluppo. Si è pensato, e si pensa, che cementificare e disboscare sia sviluppo, che l'urbanesimo sia una grande conquista. Chi alza la voce per protestare, chi agisce per contrastare viene additato al pubblico ludibrio. Poi si piange e si fa in modo che vengano organizzate gare di solidarietà, e si mettono su teatrini per far vedere quanto siamo stati bravi a risolvere il problema alloggio in tempi brevi. Ma va detta, questa. C'è una cosa di cui andare orgogliosi. Gli italiani sono generosi, sanno rispondere a certi richiami. Lo sono al punto di risolvere tanti problemi ai governanti. Avrei volutoi vedere, se non ci fosse stata la gara di solidarietà, che cosa avrebbero combinato Berlusconi & C. in Abruzzo. Intanto stanno facendo acqua a Viareggio.
Polanski deve pagare
E' vergognosa la campagna messa su in favore di Roman Polanski. Sarà anche un bravo regista, ma si è reso colpevole di un crimine odioso: ha stuprato una tredicenne. Poco importa che lei lo abbia perdonato da tempo. E' giusto che paghi, lui.
Una speranza
Tarantini in carcere, fermato prima della fuga. Non devono essere in pochi a tremare, ora. La speranza è che diventi un vaso di Pandora. Scoperchiato.
Lacrime di coccodrillo
L'Italia piange. Piange sei giovani vittime. Ne ha piante tante altre. Ne piangerà. Ne piangerà fino a quando non deciderà di riprendere la strada di casa. Non è lì - diciamocelo francamente - in missione di pace. Lì è guerra. Lì ci sono attentati e morti ogni giorno. Rischia di trasformarsi in un cimitero immenso. Sono con chi dice: andiamocene. Con chi lo dice seriamente da tempo, non con chi cavalca i sentimenti del momento per timore di perdere consensi. Evitiamo, per favore, le lacrime di coccodrillo.
SONO UN FARABUTTO
Faccio parte del categoria dei "farabutti" con orgoglio. Meglio essere un farabutto (come l'intende Berlusconi) che un lacchè. In oltre quarant'anni di professione, mai mi sono trovato a dover reagire ad attacchi così pesanti alla libertà di stampa. Chi non è con Berlusconi è contro di lui e guai a criticarlo. Per motivi personali non potrò essere sabato a Roma. E me ne dispiace immensamente. Spero soltanto che vi sia tanta gente, anche chi non fa parte della categoria dei farabutti. Spero anche che la protesta non si limiti alla manifestazione di sabato, ma costituisca il primo passo verso una mobilitazione più soda e permanente.
Berlusconi battuto in casa
Mi sono sbagliato. Berlusconi non è stato battuto dal calcio, ma da una fiction, neanche esaltante, in onda - ironia della sorte - su Canale 5, l'ammiraglia del suo impero televisivo. E dire che aveva fatto di tutto, assecondato dai lacchè di turno, per eliminare possibili concorrenti, imponendo la cancellazione di trasmissioni come "Ballarò" e "Matrix". Risultato: il suo Milan ha vinto in trasferta e lui, presuntuoso e arrogante all'eccesso, è stato battuto in casa. Sonoramente.
Una tv indecente
Berlusconi. Mai successo a un premier. Tre ore in tv a magnificarsi senza pudore. Non so quanti lo abbiano preferito a Milan e Juventus. Comunque, resta il fatto che la tv di Stato ha mostrato il suo lato peggiore, quello indecente. Mi sono vergognato di far parte dello stesso ordine professionale di Vespa.
La minaccia di Bossi
La Padania sarà indipendente, con le buone o le cattive, ha detto Bossi. Che è da annoverare tra quelli che hanno contribuito a deteriorare la vita in Italia, a incanttivire i rapporti tra la gente. Per di più, s'è sbilanciato, e si batte, per una regione che non esiste né geograficamente né storicamente. E' un'invenzione leghista per sopravvivere. Certo, ha usato un linguaggio abbastanza duro, una minaccia.Ma sono pochi quelli che lo prendono sul serio. Si sostiene che ama andare sopra le righe, e non di poco, soprattutto quando si trova in mezzo ai suoi. Ed è meglio così, probabilmente, altrimenti potrebbe suscitare reazioni del tipo "pan per focaccia".
Firenze, vecchia signora in ciabatte
Matteo Renzi è un sindaco d’azione, e ci s’è messo di buzzo buono (si fa per dire) per riuscire a dare una sterzata a Firenze, che mostra rughe profonde, da vecchia signora trascurata. Ma l’azione, il gran fare, spesso, generano confusione. E si finisce per non trovare più il bandolo della matassa. E la matassa dovrebbe essere il progetto. Che non va confuso con il programma elettorale, buono per tutte le stagioni, per raggranellare qualche voto in più. No, il progetto è un’altra cosa. E’ l’obiettivo principale da centrare con precisione, nel caso in cui si voglia togliere Firenze da una situazione imbarazzante: quella della vecchia signora che si trascina in ciabatte, riverita da tutti, ma lasciata senza aiuto, pur essendo evidente che ne ha bisogno.
Per centrare l’obiettivo sarebbe obbligatorio prendere consapevolezza d’una verità. Firenze non è in grado, così stando le cose, di gestire il suo petrolio: il flusso turistico. Sembra che ognuno vada per conto suo. Il pubblico e il privato. Nessuno, tra l'altro, che tenga di conto delle sue dimensioni. Strade strette, anche quelle nuove, traffico intenso. E straripa più dell’Arno. Ci sono giorni che non ne puoi più e non vedi l’ora d’abbandonarla. E’ il caos elevato a sistema, nel centro e in periferia, nata alla svelta, anonima, brutta come tutte le periferie.
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